Le nostre Interviste

  • Santi Burgas e la celebrazione della natura.

    Santi Burgas. Intervista ad uno dei nasi più eccentrici della profumeria artistica.

    Finalmente abbiamo l'occasione di intervistare uno dei nasi più originali della profumeria: Santi Burgas. Dicci, come nasce la tua passione per il mondo dei profumi?

    Sono un appassionato amante dei profumi sin da quando ero un bambino. La mia passione per la profumeria di nicchia è iniziata in modo particolare con il mio progetto finale dei miei studi: si trattava di uno studio che paragonava il quindicesimo secolo e le formiche. Ed è proprio così che ho scoperto che le formiche comunicano attraverso l’odore, attraverso i ferormoni. Da qui ho continuato ad investigare questo tema ed ho iniziato a provare a creare una fragranza che fosse mia. Alcuni anni dopo il sogno è diventato realtà e ho avuto l’opportunità di creare un mio brand.

    Quali sono le tue note preferite fino ad adesso qual è la tua creazione che preferisci di più?

    Amo le note animali: le mie preferite sono lo zibetto, l’hyraceum, l’ambra grigia…Non riesco a sceglierne solo uno! Per ora la mia fragranza preferita è OIKB della White Collection. Non solo per il profumo che sono riuscito a creare, ma soprattutto per il concetto che c’è dietro: il tributo ad un artista come Yves Klein ha avuto un forte impatto nella mia infanzia e adolescenza.

    Se non fossi diventato un naso cosa avresti fatto nella vita? 

    Mi ritengo una persona molto creativa. Per cui penso che se non avessi avuto successo nella profumeria molto probabilmente lavorerei in qualcosa inerente l’arte 

    Nel tuo percorso questa vena artistica emerge di continuo: dal lavoro con gli artisti per le illustrazioni della White Collection alla presentazione della collezione Palindrome ad Esxence 2017 (per chi scrive la migliore di quelle in mostra alla fiera milanese). Pensando a questo mix, a questa esperienza che vuoi far vivere ti chiedo: nella profumeria di oggi è più importante la fragranza, l’immagine legata a Santi Burgas o le persone con cui si entra in contatto?

    Innanzitutto molte grazie per l’apprezzamento della nuova collezione Palindrome: è un progetto in cui io e Rodrigo (ndr Flores Roux) eravamo molto eccitati all’idea di creare un profumo con effetto palindromo, in cui le note di testa siano riprese anche nel fondo, non solo a livello olfattivo, ma anche concettuale. E con nostra grande sorpresa siamo riusciti a creare due palindromi differenti. La loro presentazione nella fiera di Milano in cui le fragranze lievitavano in aria girando su se stesse in una campana di vetro era un tentativo per simulare l’effetto circolare delle fragranze e di comunicarlo indirettamente al pubblico. Tornando alla tua domanda penso che non esista una regola precisa per il successo. E’ importate un impegno costante, dare molta attenzione ai pensieri, ai commenti e ai bisogni del proprio pubblico e circondarsi di persone che abbiano la tua stessa passione.

    santi burgas

    In che modo il mondo online ha influito sul tuo lavoro e che relazione hai con il mondo web? Dal tuo punto di vista è un’opportunità per la profumeria di nicchia oppure qualcosa di negativo?

    Internet ha aperto le porte del mondo intero: Santi Burgas esporta il 95% della produzione principalmente grazie alle vendite online in giro per il mondo e alla comunicazione attraverso i social media. In Spagna, dal momento che siamo in un periodo di crisi economica, la cultura della profumeria di nicchia non è molto sviluppata e purtroppo non possiamo vantare lo stesso successo che all'estero. Quindi per noi il web è una grande opportunità. 

    Tornando alla “Palindrome Collection”… E’ un altro modo di pensare e di agire ispirato al mondo delle formiche oppure c’è qualcosa di più? Perché si percepiscono tantissimi concetti della letteratura classica nell'idea che c’è dietro questa nuova collezione.

    La “Palindrome Collection” è pensata per incoraggiare le persone a dare tutti se stessi: è come se la luce, protetta da un bottiglia nera ed antitetica, dia la forza per combattere i tempi più duri. La somiglianza con la vita delle formiche in queste fragranze potrebbe essere pensata come un esercito di formiche che produce un cambiamento, che è responsabile di numerosi eventi. Quando vedo le bottiglie nere una affianco all’altra immagino sempre un esercito di soldati pronti ad agire.

    Hai sempre cercato di celebrare la natura attraverso le tue fragranze. Quanto tempo è necessario per trovare l’ingrediente perfetto? La loro combinazione è qualcosa che di solito hai già in mente prima di creare una fragranza oppure la combinazione è qualcosa che evolve nel tempo. Hai qualche episodio che puoi raccontarci?

    Innanzi tutto non si può generalizzare: ogni fragranza inizia in maniera diversa da tutte le altre. Ogni tanto cerco di trovare il giusto equilibrio magari fra poche note e sul singolo accordo, ma principalmente iniziò con un concetto o con un idea che poi cambiare continuamente e che mi porta ad un risultato totalmente diverso. E’ come dipingere su una tela bianca: la tua pittura evolve e modifica se stessa durante il processo creativo. Con OIKB, per esempio, c’erano due idee nella mia testa. Da una parte volevo includere l’essenza di Iris in alcune delle mia fragranze, ma non ero mai soddisfatto delle combinazioni che andavo creando. Dall'altra parte c’era la mia ammirazione per Yves Klein e i suoi lavori ed in particolare il suo Blu. Ed improvvisamente sono riuscito ad unire queste due idee dal momento che l’aroma secco e talcato dell’essenza di Iris che tanto mi ricordava il pigmento polveroso usato da Klein per dipingere. E da qui è nato OIKB.

    Le fragranze Santi Burgas sono fra le più persistenti che si trovano nel mercato oggi. Qual è il loro segreto? Gli ingredienti, il processo di lavorazione, oppure qualcos'altro?

    La persistenza è dovuta all'utilizzo esclusivo di ingredienti naturali invece che sintetici, oltre al largo uso che faccio delle note animale. Inoltre tutte le nostre fragranze sono Eau de Parfum e la maggiore concentrazione di essenza  le rende così persistenti.

    E' stato un piacere chiacchierare con te e speriamo di sentirti presto con tante novità firmate Santi Burgas.

    Se questa intervista ti è piaciuta leggi le altre interviste di Francesca dell'Oro, David Mallett e Simone Andreoli e facci sapere cosa ne pensi.

  • Francesca dell'Oro. L'eleganza dei profumi italiani.

    Francesca dell'Oro. Quando la bellezza si fa profumo.

    Esperta di arte e moda, appassionata di profumi sin da bambina, Francesca dell'Oro è la creatrice del marchio omonimo 100% made in Italy che si è rapidamente affermato nella profumeria di nicchia grazie all’originalità delle sue fragranze e al design inconfondibile e lussuoso del suo packaging.

    1) COME NASCE LA PASSIONE PER IL MONDO DELLA PROFUMERIA?

    Direi che si tratta di un background ancestrale, di certo legato ad una sensibilità acerba e inconsapevole che sin dalla tenera età mi ha proiettata a percepire e interpretare ogni scenario olfattivo con stupore e curiosità. Una volta cresciuta, ho potuto conoscere e apprendere la tecnica grazie a corsi e studi costanti e molto approfonditi, soprattutto legati alle materie prime, che da sempre mi affascinano.

    2) GLI ODORI E I PROFUMI PREFERITI DI FRANCESCA DELL'ORO?

    Ho una naturale inclinazione per il mondo fiorito ma necessito sempre di trovare passato e futuro fusi tra loro. L’ipnotismo crepuscolare di un sontuoso gelsomino mi crea sempre delle vibrazioni dense, le sue note solari e preziose, animaliche e corpose, fanno esplodere nel mio immaginario molti elementi contrastanti. Per la famiglia fiorita direi, quindi, il gelsomino. Quanto alle preferenze, no, sarebbe riduttivo per una mente curiosa come la mia ancorarsi a un “preferito”. Diciamo che ho dei profumi iconografici che hanno segnato un percorso storico e arricchito la mia conoscenza. Ad esempio, apprezzo l’eleganza evergreen di Quelques Fleur l’Original di Houbigant, una fragranza che ha debuttato all’inizio del 1900, e la mia adolescenza è stata segnata da Chanel 19, la raffinatezza delle note verdi sublimata da Iris e fiori ricchi. Mi ha sempre intrigato la capacità di muovere contrasti caldi e freschi, mantenendone intatti vigore e femminilità.

    Francesca dell'Oro

    3) SE NON FOSSI DIVENTATA UN NASO COSA AVRESTI FATTO NELLA VITA?

    Credo sarei rimasta legata al mondo del gioiello e della moda. In verità sono sempre molto ancorata al mio imprinting di base e spesso inconsapevolmente mi riscopro coinvolta in slanci creativi che vi attingono in modo del tutto naturale. Vi sono parallelismi e rimandi continui che plasmano e ridefiniscono, arricchendola, la mia intensità creativa.

    Francesca dell'Oro

    4) GUARDO IL PACKAGING DEI PROFUMI FRANCESCA DELL'ORO E PENSO AL DESIGN DELLA BOCCETTA. IMMAGINO CI SIA ALLE SPALLE UN GRANDE LAVORO...  PER AVERE SUCCESSO OGGI NEL MONDO DELLA PROFUMERIA COSA CONTA MAGGIORMENTE: LA FRAGRANZA, I CONTATTI O L’IMMAGINE DEL MARCHIO?

    Quando il panorama della profumeria artistico-selettiva ha iniziato a comparire sul mercato, si è assistito ad una destrutturazione costante del pack perché inviasse messaggi più diretti e immediati: per certi versi, una maggior ricerca del contenuto rispetto al contenitore, come se quest’ultimo offuscasse la verità dei jus. Flaconi scarni e puliti, nulla che occhieggiasse sfacciato o forte, insomma una rivoluzione vera e propria che osannava rigore e minimalismo.

    Oggi al contrario, questi canoni si sono ulteriormente ridefiniti: il design, in particolare quello italiano, viene celebrato anche nella profumeria artistica come un valore aggiunto, una ricerca “dentro-fuori” che denota stile e personalità. Tutto concorre a definire un progetto ricercato e di qualità. La comunicazione è certamente uno strumento fondamentale, i contatti sono frutto di ricerca e selezione, ma il focus è sempre orientato all’uso di materie prime preziose, nobili, alla possibilità di collaborare con mostri sacri del settore che garantiscano un livello costante di eccellenza e innovazione. Ovviamente è poi fondamentale “vestire” tali gioielli con un packaging altrettanto scenico e celebrativo, che sia assolutamente coerente con l’immagine del brand e con la sua identità. Ed è questo che caratterizza i profumi Francesca dell'Oro.

    5) QUANDO HAI INIZIATO A CREARE FRAGRANZE TI SARESTI ASPETTATA UN SIMILE SUCCESSO?

    Diciamo che ci ho sempre sperato, ma è tutto in crescita continua. Io vivo di stimoli e sono esigente in primis con me stessa. Ho fuso nel progetto "Francesca dell'Oro" determinazione, impegno e una passione autentica che mi ha fortemente incentivato a migliorare, innovare e comunicare con rigore e creatività. Questa è l’anima del mio “vivere gli odori”.

    6) IN CHE MODO IL MONDO ONLINE HA INFLUITO SUL TUO LAVORO E CHE RELAZIONE HAI CON IL MONDO WEB?

    Il mondo web richiede molta attenzione ed elevata dinamicità; le informazioni ci raggiungono in un flusso continuo. La comunicazione sui Social e sul web in generale riveste un ruolo fondamentale in quelle che sono le nostre strategie di Brand Awareness.

    Uno degli aspetti più stimolanti di questa comunicazione è il poter accedere direttamente al cliente finale ed interagire con lui senza filtri: ciò ci consente di esternare la nostra passione ed esprimere con le immagini e le parole la nostra mission.

    Francesca dell'Oro

    Il team di Francesca dell'Oro dedicato alle comunicazioni online è ricettore di tutti i feedback che vengono preventivamente rielaborati e infine rinnovati in informazioni ad hoc prima della loro diffusione in rete. Il web è una grande fonte di ispirazione, un oceano di stimoli continui e di sollecitazioni da tutto il mondo, che ci permette di accedere da varie fonti e culture geograficamente lontane: insomma, una genesi inesauribile di ispirazione e creatività.

    7) UN MARCHIO CHE TI PIACE TANTISSIMO ED UNO CHE INVECE NON SOPPORTI?

    Non è mia abitudine riferirmi ad altri marchi con atteggiamento critico, lo trovo poco professionale. Quanto ai brand talentuosi che apprezzo, ce ne sono parecchi, certo. Per esempio amo molto lo stile elegante e contemporaneo della Maison Francis Kurkdijian. Le sue creazioni sono armoniche e raffinate e lui un creatore di grande sensibilità.

    Francesca dell'Oro

    8) QUANTO LAVORO C'È DIETRO LA CREAZIONE DI UNA NUOVA FRAGRANZA? PUOI RACCONTARCI LA STORIA DELLE PIU' RECENTI FRAGRANZE FRANCESCA DELL'ORO?

    Il fattore tempo durante il progetto creativo è per me irrilevante. Lo assecondo, ne seguo il ritmo e lascio ad ogni fase il proprio tempo di sviluppo, non ragiono mai a scadenze. Semplicemente uno slancio, un’idea si tramuta in odore, l’odore scivola in una piramide e la piramide diviene fragranza. Modifiche, sviluppi, sfaccettature, echi della memoria e impulsi, tutto concorre alla definizione dello jus. Tra le ultime fragranze, ad esempio, Voile Confit e Rubia Sucrée nascono come una couple de danseur che sorprende per la fluente armonia della loro danza: una liaison dangereuse che dapprima avvolge in modo festoso, leggero eppur suadente ed in seguito evolve in legame ipnotico, intrigante ed eterno.

    9)  UN MIX DI TRADIZIONE FRANCESE ED ITALIANA: LE FRAGRANZE FRANCESCA DELL'ORO POTREBBERO ESSERE ETICHETTATE IN QUESTO MODO. NELL'EPOCA DEI GRANDI NOMI, DEGLI OUD E DELLA PROFUMERIA MOLECOLARE COME VENGONO PERCEPITI DAL PUBBLICO I TUOI PROFUMI?

    Sono un battitore libero, non seguo trend imperanti o filoni di genere. Il fil rouge che lega le fragranze Francesca dell'Oro è una ricerca costante di eccellenza ed armonia olfattiva unite ad una raffinatezza senza tempo. Chi sceglie d’indossare un profumo FD’O compie una scelta d’immagine precisa, moderna ed estremamente curata in ogni dettaglio. Design e tradizione: un mix di contemporaneità elegante.

  • David Mallett. Intervista all'Hairstylist delle star.

    David Mallett. Il genio dietro alle acconciature delle star.

    David Mallett è considerato da molti il miglior hair-stylist di tutta Parigi. Un onore, certo, ma anche una responsabilità non da poco visto che la moda, l’eleganza e il lusso sono da sempre al centro della vita mondana della capitale francese. E il suo salone, che ormai è una vera e propria icona della città, è divenuto il punto di riferimento per le più famose – e belle – donne dello spettacolo. Un ottimo motivo per conoscerlo più da vicino, non credete?

    Da dove nasce questa tua passione, che dall’Australia ti ha portato fino a Parigi?

    Ho avuto una profonda ossessione per i capelli fin in da che ho memoria: il mio primo ricordo legato ai capelli è di una mia fidanzata a cui ho fatto un taglio nei Botanical Gardens di Perth. Il resto, poi, è storia.

    david mallett

    Come hai ideato le tue linee di prodotti?

    Abbiamo deciso di fare di David Mallett il nostro brand di bellezza per rispondere alle necessità della clientela del salone. Spesso i clienti hanno capelli secchi e non riescono a trovare soluzioni adeguate e diverse dal dovere ricorrere a pesanti prodotti grassi. E invece hanno solo bisogno di trattamenti delicati e facili da usare. Il nostro obiettivo è stato quello di creare una gamma di prodotti per capelli ricercata e di alta qualità, in grado di idratarne le fibre ma senza lasciarli appesantiti e spenti.

    david mallett hair serum

    Parlaci di questa usanza tipica australiana di creare prodotti da ingredienti naturali.

    Possiamo dire che i nostri prodotti fanno semplicemente ciò che dicono: idratare senza appesantire i capelli. E il fatto di non contenere profumazioni o coloranti sintetici di alcun tipo è dovuta al fatto che sempre più persone, ormai, stanno sviluppando allergie agli stessi prodotti che utilizzano quotidianamente.

     

    E cosa ci puoi dire di Hair Serum? Può bastare anche da solo per ricreare un look fantastico, non trovi?

    Sarò sincero, nessuno dovrebbe lasciare Parigi senza portare con sé il nostro marchio di fabbrica: l’Hair Serum. È stato il nostro primo prodotto davvero originale, e ancora oggi è il vero best-seller di David Mallett: con il suo eccellente profumo è una vera favola per i tuoi capelli, è divino! E poi è estremamente efficace come prodotto per lo styling.

    Oggi sei considerato il migliore hairstylist di Parigi: lo devi anche al tuo rapporto con l’alta moda?

    In realtà non così tanto come potrebbe sembrare. Grazie al passaparola il mio brand David Mallett è conosciuto in tutto il mondo per il nostro eccellente servizio completo, per la concretezza nei risultati ottenuti (penso ad esempio al saper lasciare i capelli naturali e non eccessivamente lavorati) e per essere bravi in ciò che facciamo: rendere il cliente soddisfatto del nostro lavoro. Dopotutto è qualcosa di davvero semplice.

    Ora un po’ di gossip: puoi dirci chi viene di solito a farsi bella nel tuo più che esclusivo salone parigino? E quali sono le richieste delle più famose vip?

    Il nostro salone è frequentato con buona regolarità da Diane Kruger, Natalie Portman, Marion Cotillard, Lea Seydoux, Charlotte Gainbourg e Clémence Poesy… ma non solo! Però devo dare una piccola delusione ai tuoi lettori: non amo raccontare storie riguardo le mie clienti. Ma non ve la prendete, il gossip è qualcosa che non faccio mai, è una mia piccola regola personale.

    natalie portman david mallett

    Però puoi sicuramente dirci che cosa ne pensi su questo: la tua linea non è indirizzata ad un pubblico solo femminile… Che rapporto c’è tra un uomo e il suo hairstylist?

    Sono convinto che la bellezza, e includo in questo discorso anche avere capelli ben curati, faccia sognare le persone. E questo vale tanto per le donne quanto per gli uomini. È un punto di vista semplice ma può essere difficile da fare proprio. Credo che sia compito dell’hairdresser prendersi questa responsabilità e far sentire i clienti il più possibile a loro agio. Il rapporto con il proprio hairstylist è qualcosa di personale e noi prendiamo molto seriamente la fiducia che le persone ripongono letteralmente nelle nostre mani. E questo genere di rapporto è sicuramente qualcosa di universale.

    David Mallett Hair Serum

    Il mio ragazzo si lamenta spesso delle infiammazioni cutanee dovute alla rasatura, così ha deciso di provare Beard Balm come trattamento pre rasatura. Che cosa ci puoi dire su questo favoloso prodotto?

    Ha scelto sicuramente molto bene. Beard Balm è fatto con una formula vincente, adatta a qualsiasi utilizzo: che si tratti di inumidire i peli della barba in fase di preparazione oppure di usare il prodotto sulla pelle come emulsione per la rasatura. Poi la combinazione di odori di yuzu e green tea fa magie!

    Hai qualche ultimo consiglio da regalare alle nostre lettrici?

    I capelli di una donna dovrebbero sempre essere l’espressione di chi si è davvero. E, cosa più importante, less is more – keep it simple (meno è meglio, rendi le cose semplici)!

  • Solari Esthederm. Intervista a Giada e Tamara.

     

     

     

     

     

     

    Solari Esthederm. Perché sono così speciali!

    Solari Esthederm: ne abbiamo sentito parlare molto e molti di voi li hanno anche già testati Solari esthederm ragazza al solesulla loro pelle. Ma al di là dei tecnicismi e dei brevetti registrati cosa rende i solari Esthederm un prodotto unico nel suo genere? Abbiamo scambiato qualche parola con Giada e Tamara, rispettivamente ricercatrice e beauty trainer di Institut Esthederm.

    Ciao Giada e Ciao Tamara. Siamo qui oggi per parlare dei solari Esthederm: in parole molto semplici che cosa li rende così particolari?

    Giada di Esthederm: I solari Esthederm sono unici poiché utilizzano una filosofia differente rispetto a tutte le altre. Infatti, non viene utilizzato come indicatore il classico SPF (i.e. Solar Protection Factor) ma si utilizzano 1,2,3 soli che fanno invece riferimento all'intensità del sole a cui ci si espone. Questo perché l’SPF indica solamente il grado di protezione degli UVB, che sono i responsabili delle scottature, ma che non sono gli unici da considerare poiché ci sono anche UVA, infrarossi e luce visibile: tutti elementi che contribuiscono all'invecchiamento della nostra pelle. I solari Esthederm proteggono dagli effetti secondari dell’insieme dello spettro luminoso e oltre ai sistemi filtranti consentono un aumento delle difese cellulari.

    Tamara di Esthederm: Esatto. Inoltre la filosofia Esthederm non è solo quella di usare i soli anziché l'SPF, ma è una concezione diversa in cui si cerca attraverso i trattamenti di educare la pelle a proteggersi dal sole in maniera autonoma, anche con le pelli più sensibili.

    Quindi un altro grande vantaggio dei solari Esthederm è che chiunque può usarli?solari esthederm photo regul

    Giada di Esthederm: Esattamente! La nostra linea solari è adatta a tutti i tipi di pelle, anche a quelle che hanno particolari esigenze e problematiche per quanto riguarda l’esposizione al sole. Infatti, la linea “Intolleranze solari” è adatta alle pelli intolleranti o iper-attive; i prodotti Photo Reverse e Photo Regul sono invece pensati per correggere le irregolarità pigmentarie e mantenere un colorito uniforme. Insomma abbiamo una soluzione ad ogni problema.

    Tamara di Esthederm: E’ stato anche il mio caso. Quando ero più giovane mi sono trovata a viaggiare in zone tropicali in quello che era il nostro inverno. In quegli anni avevo un grosso problema di eritema solare ed ero terrorizzata all'idea di ustionarmi. Ma grazie alla linea Intolleranze Solari sono riuscita a risolvere questa situazione ed oggi la mia pelle può esporsi al sole senza alcun problema.

     

     

     

    solari esthederm adaptasun

    Quindi grazie a questo specifico trattamento oggi la tua pelle sopporta ogni tipo di sole

    Tamara di Esthederm: E’ quello che è successo a me: dopo qualche anno di trattamenti specifici sono passata al solare Adaptasun per pelli sensibili senza il minimo disagio, ma solo con ottimi risultati.

    Quindi il risultato è immediatamente visibile?

    Giada di Esthederm: I risultati sono visibili sin dai primi giorni in cui il soggetto si espone al sole, poiché la pelle ha un colorito uniforme e sano pur essendo abbronzata.

    Ultima domanda. Una volta abbronzati, come si fa a mantenere il colorito e ad evitare fastidiose spellature?

    Tamara di Esthederm: Con la linea specifica di doposole è possibile prolungare l’abbronzatura solari esthederm ragazza al sole che sorridemantenendo una perdita di colorito in maniera uniforme e in tempi più lunghi rispetto ai classici doposoli. Inoltre in caso di scottature con il Repair Apres Soleil per il viso e il Soin Apres Soleil Intense per il corpo anche la più piccola scottatura verrà trattata e curata in profondità.

  • Simone Andreoli. Il naso italiano del nuovo millennio.

    Simone Andreoli - La nostra intervista

    Simone Andreoli, classe 1990 è senza dubbio una delle più belle novità del panorama della profumeria artistica italiana. Terminati gli studi a Grasse, patria delle fragranze d'Oltralpe se ce n'è una, Simone decide di lanciare la sua linea, che in poco tempo riesce a sedurre e fidelizzare anche il pubblico più esigente. In occasione del lancio della sua ultima fragranza, L'Or du Sillage, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui.

    Raccontaci un po' di te: da cosa nasce la tua passione per la profumeria e come si è sviluppata attraverso gli anni.

    L’esplorazione della dimensione olfattiva inizia per me da bambino, coltivando un profondo interesse per il mondo degli odori. La mia infanzia è stata segnata da frequenti viaggi insieme ai miei genitori che mi hanno proiettato costantemente ad interfacciarmi verso contesti multiculturali e realtà distanti da quella quotidiana. Le esperienze in terre lontane mi hanno affascinato e fatto scoprire spezie, aromi e fiori esotici. In particolare i viaggi in Medio Oriente dove l’aria che si respira ha un odore completamente differente da quella in Occidente. Gli odori intensi e penetranti di quei luoghi hanno influenzato inconsciamente il mio gusto stilistico e l’impronta creativa.

    All’età di 8 anni arriva il viaggio che segnò l’innesco della mia passione e quindi del mio futuro professionale ed artistico; la Provenza e la Costa Azzurra. Durante una vacanza di famiglia infatti andammo a visitare i laboratori degli essenzieri dove per la prima volta mi ritrovai davanti all’olfattorio di un profumiere; tre grandi scaffalature di ingredienti catalogati che il naso selezionava per la creazione del profumo.

    Intervista Simone Andreoli

    Con la promessa di ritornare in quella terra iniziai il percorso di studi all'età di 18 anni presso il Grasse Institute Of Perfumery così imparai a conoscere le materie prime lavorando con essenze naturali e manipolando molecole sintetiche.

    Come sei arrivato ad ideare il tuo "Diario Olfattivo".

    Dopo 4 anni di studi in Francia tornai in Italia e decisi di intraprendere un percorso imprenditoriale in totale indipendenza dalle multinazionali del profumo. Ad un certo punto mi resi conto che per essere creativo e per esprimere le mie reali sensazioni avrei dovuto eliminare alcuni schemi, alcune regole utilizzando soltanto il mio “sentire”. Avevo bisogno di manifestare la mia creatività senza vincoli e limiti; dall'utilizzo delle materie prime fino alla formulazione che spesso nei miei profumi vive di contrasti ed eccessi. Avevo il desiderio di introdurre sul mercato una linea di alta profumeria che potesse, attraverso l’olfatto, ricondurre alle numerose esperienze itineranti ed intime che ho vissuto. Nella mia vita, gli odori hanno sempre rivestito un ruolo fondamentale e grazie al loro potere ritornano sempre alla mente persone, luoghi e momenti importanti. Grazie ad un odore è possibile a distanza di anni ricordare un viaggio, la casa di una persona cara o rivivere un’emozione. La vita è un diario di esperienze ed io attraverso questo “Diario Olfattivo” racconto le pagine della mia, attraverso i profumi che hanno scolpito nella mia mente esperienze indimenticabili.

    Parliamo un attimo delle tue fragranze. Personalmente mi fa impazzire il Deep Island in cui usi delle note minerali, corretto? Che processo utilizzi per trasmettere queste note?

    Deep Island è il profumo più discreto e quieto della mia linea; rappresenta anche a livello compositivo l’equilibrio interiore che decisi di interpretare a seguito della mia visita sull'isola di Miyashima in Giappone. Un profumo pacifico, senza tempesta. L’apertura con un accordo minerale è una freschezza artificiale ricreata con molecole di sintesi che poi passano in rassegna ad un corpo più orientaleggiante e vellutato.

    Altra fragranza che mi ha incuriosito molto da subito è Camouflage, principalmente il fatto che sia una fragranza "nera". Cosa dona questo colore alla fragranza?

    Camouflage Simone Andreoli

    Camouflage è un profumo intrigante ed estremamente misterioso che racconta dei mercati mediorientali e della notte di Dubai. Tra i più apprezzati della linea. Il nero è il colore della notte, impenetrabile e pieno di poesia. Questa fragranza contiene alcune essenze e molecole dal colore molto scuro che poi vengono sublimate da alcuni pigmenti vegetali nella nostra officina di produzione. Penso che la sua enigmaticità olfattiva meriti di essere rappresentata da un colore oscuro che esprima la sua aura notturna, il nero.

    Una domanda un po' tecnica: la differenza fra piramide olfattiva (per esempio quella del Business Man) e ruota olfattiva (come per esempio nel Sentosa) in cosa consiste?

    La piramide olfattiva è un sistema di percezione per il quale le note olfattive arrivano in un “ordine” di volatilità; nel caso specifico, Business Man, ha una partenza estremamente frizzante ed esperidata che poi attraversa la fase più verde e aromatica del cuore per poi giungere al legnoso fondo, in questo caso trasparente, del vetiver. La “ruota olfattiva” ha una costruzione di note prevalentemente di fondo con un peso molecolare rilevante che le mette tutte sullo stesso piano percettivo e che emergono indistintamente in base alla chimica della pelle. Sentosa e Camouflage hanno una costruzione che per metà è composta di molecole molto pesanti, impercettibili sulla carta, ma che con il calore della pelle prendono corpo e volume sprigionando la loro forza olfattiva. Provate a spruzzare Camouflage sulla carta e su una mano…annuserete due cose molto diverse. Sono quasi “fragranze fantasma” che prendono vita quando incontrano il calore umano.

    business man simone andreoli

    Tornando più a te...quali sono le tue note preferite: c'è chi predilige quelle animali, chi quelle fiorite. Tu che parte stai?

    Simone Andreoli Spezie

    Personalmente amo tutte le famiglie olfattive, includendo anche gli odori reputati sgradevoli perché ogni sfumatura è importante. Credo che quando si parla di fragranze si debba parlare anche di umori, per questo in diversi periodi della nostra vita siamo più attratti o sensibili a determinati profumi. Nella mia vita indosso di tutto, dai profumi più cristallini e vivaci alle fragranze più dense e oscure…dipende dallo stato d’animo.

    Probabilmente il fascino che ha esercitato il Medio Oriente durante la mia infanzia mi ha portato ad apprezzare maggiormente resine, legni e spezie per cui queste note olfattive hanno un effetto introspettivo rilevante su di me.

    Il viaggio e la scoperta sono due temi a te molto cari. Da come racconti le tue fragranze immagino tu abbia viaggiato molto. Ti chiedo: ad oggi qual è il posto più affascinante che hai visto? Sei riuscito a creare una fragranza ispirata a quel luogo?

    Viaggiare significa spingersi oltre i confini della propria terra e della propria mente; vuol dire conoscere e vivere senza barriere culture differenti arricchendo la propria interiorità personale. Il luogo che più mi ha affascinato è il Giappone; un paese con una storia e una filosofia di vita molto lontana dalla nostra. E’ stato uno dei luoghi che più mi ha colpito e che più mi ha portato a guardarmi dentro.

    Ho dedicato Deep Island ad un’isola “santuario” (Miyashima) perché rappresenta un frammento di viaggio ma in realtà potrei raccontare il Giappone con altri 3 profumi. Di solito quando vivi a fondo un luogo e lo conosci molto fai fatica a raccontarlo interamente con una sola fragranza perché ci sono troppi aspetti che ti hanno colpito. E’ un po’ ciò che mi è successo con l’Italia di cui sono eternamente innamorato; è talmente complessa che meriterebbe una linea intera per essere raccontata in tutte le sue sfaccettature.

    Il tuo marchio è nato solo qualche anno fa, ma le lodi da parte degli esperti del settore, ma soprattutto da parte dei clienti arrivano numerose. Ti saresti aspettato questo successo qualche anno fa, quando eri ai tuoi inizi?

    Devo ammettere che pensavo si sarebbe sviluppato in maniera più lenta, specie in Italia perché lo scenario di mercato era saturo di offerta, inoltre avevo 24 anni quando la linea è debuttata ed essendo molto giovane, il più giovane, in molti avrebbero potuto essere scettici. Invece è accaduto tutto il contrario. E’  stata una sorpresa vedere tutto l’interesse e il riscontro che ci sono stati fin dall'inizio. Le fragranze sono state tutte concepite pensando esclusivamente alla qualità del contenuto e alla loro anima, perché un profumo deve avere anche qualcosa da raccontare e non essere semplicemente la miscela di preziosi ingredienti. Penso che ai consumatori sia arrivato questo e che abbiano amato l’autenticità del brand che si è proposto in modo diretto e senza maschere artefatte.

    Cosa possiamo aspettarci dal tuo Diario Olfattivo per il futuro? Hai già in mente quale luogo visitare per la tua nuova fragranza?

    Il marchio continuerà la sua evoluzione, ci sono ancora tante cose che vorrei raccontare attraverso la profumeria. Solitamente non scelgo un luogo per farmi ispirare, ma viaggio con un senso di esplorazione verso l’ignoto aspettando che l’ispirazione arrivi da sola e mi colga di sorpresa per essere imbrigliata. Sono gli attimi fugaci e i momenti meno attesi che riescono a colpirti. A volte non serve andare lontano, basta girare l’angolo dietro casa.

Showing 5 products